Porta Santa, indulgenza e pellegrinaggio: tre "segni" dell'Anno Santo

PORTA SANTA

L'apertura della Porta Santa e la sua chiusura segnano l'inizio e la conclusione dell'Anno Santo. La Porta rimanda al passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere dal peccato alla grazia, guardando a Gesù che di sé dice: «Io sono la porta». Papa Francesco ha voluto che in ogni Diocesi, per la prima volta nella storia, si aprissero le Porte sante, come segno del fatto che la misericordia di Dio va a tutti incontro raggiungendo ogni periferia esistenziale.

Saranno «Porte della misericordia» - scrive Francesco nella Bolla Misericordiae Vultus - dove chiunque le oltrepasserà «potrà sperimentare l’amore di Dio che consola, perdona e dona speranza». Non solo, ma «attraversare la Porta Santa - questo è il richiamo di papa Francesco - ci impegni a fare nostra la misericordia del buon Samaritano».

Nella Diocesi di Udine sono 6 le Porte Sante aperte: oltre a quella della Cattedrale, ci sono quelle della Beata Vergine delle Grazie di Udine, dei Santuari di Castelmonte, di Monte Lussari, di S. Antonio di Gemona, di Madonna Missionaria di Tricesimo.

IL PELLEGRINAGGIO

Papa Francesco ricorda che “il pellegrinaggio” è un segno peculiare nell’Anno Santo, perché è immagine del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. La vita è un pellegrinaggio e l’essere umano è un pellegrino che percorre una strada fino alla meta agognata”.

Il primo pellegrinaggio che papa Francesco chiede di fare in questo Anno Santo è un pellegrinaggio interiore, quello verso la misericordia, che è una meta da raggiungere e che richiede impegno e sacrificio. E richiama le tappe del pellegrinaggio, indicate dal Signore Gesù, attraverso cui è possibile raggiungere questa meta: « Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio » (Lc 6,37-38). Dunque: 1) non giudicate; 2) non condannate; 3) perdonate; 4) donate.

«Non giudicare e non condannare. Nessuno può diventare giudice del proprio fratello. Gli uomini, infatti, con il loro giudizio si fermano alla superficie, mentre il Padre guarda nell’intimo. Quanto male fanno le parole quando sono mosse da sentimenti di gelosia e invidia! Parlare male del fratello in sua assenza equivale a porlo in cattiva luce, a compromettere la sua reputazione e lasciarlo in balia della chiacchiera. Non giudicare e non condannare significa, in positivo, saper cogliere ciò che di buono c’è in ogni persona e non permettere che abbia a soffrire per il nostro giudizio parziale e la nostra presunzione di sapere tutto.
Ma questo non è ancora sufficiente per esprimere la misericordia. Gesù chiede anche di perdonare e di donare. Essere strumenti del perdono, perché noi per primi lo abbiamo ottenuto da Dio. Essere generosi nei confronti di tutti, sapendo che anche Dio elargisce la sua benevolenza su di noi con grande magnanimità» (Bolla Misericordiae Vultus di Papa Francesco).

L’INDULGENZA

Papa Francesco, riprendendo in questo il Concilio Vaticano II, intende l’indulgenza come qualcosa che non riguarda tanto l’aldilà ma l’aldiqua. Cioè non tanto come la cancellazione della pena accumulata in Purgatorio come conseguenze dei peccati commessi quaggiù e perdonati con la Confessione, ma come la cancellazione dell’impronta negativa che ogni peccato, seppur perdonato con la Confessione, lascia in noi.

Ecco le parole di papa Francesco: «Mentre percepiamo la potenza della grazia che ci trasforma, sperimentiamo anche la forza del peccato che ci condiziona. Nonostante il perdono, nella nostra vita portiamo le contraddizioni che sono la conseguenza dei nostri peccati. Nel sacramento della Riconciliazione Dio perdona i peccati, che sono davvero cancellati; eppure, l’impronta negativa che i peccati hanno lasciato nei nostri comportamenti e nei nostri pensieri rimane. La misericordia di Dio però è più forte anche di questo. Essa diventa indulgenza del Padre che attraverso la Sposa di Cristo (ndr la Chiesa) raggiunge il peccatore perdonato e lo libera da ogni residuo della conseguenza del peccato, abilitandolo ad agire con carità, a crescere nell’amore piuttosto che ricadere nel peccato».

Condizioni per ottenere l’indulgenza giubilare

1.    Recarsi in una delle Chiese o Santuari giubilari dove è stata aperta la Porta Santa.
2.    Celebrare il sacramento della Riconciliazione e della Eucaristia con una riflessione sulla misericordia.
3.    Compiere in prima persona uno o più opere di misericordia.

Sei qui: Home PARROCCHIA Bollettini parrocchiali PARROCCHIA Porta Santa, indulgenza e pellegrinaggio: tre "segni" dell'Anno Santo

Questo sito utilizza cookie di profilazione, eventualmente anche di terze parti. Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più consulta la COOKIE POLICY.