FESTA BEATO ODORICO DA PORDENONE 2015

Abbiamo ricordato la figura e la spiritualità del Beato Odorico da Pordenone, nel giorno in cui la Chiesa ne fa memoria, con una Celebrazione Solenne dell'Eucarestia, presieduta dal nostro Arcivescovo, la sera del 14 gennaio.

Celebrazione della Festa del Beato Odorico da Pordenone: 14 gennaio 2015

Vai alle immagini della celebrazione eucaristica nella festa del Beato Odorico del 14 gennaio 2015

In preparazione di questa Festa, domenica 11 gennaio, il dott. Paolo Casadio, funzionario storico dell'arte della Soprintendenza del Friuli Venezia Giulia, ci ha fatto conoscere ed apprezzare gli affreschi della chiesa di San Francesco di Udine, dedicati al nostro Beato e che ne raccontano la storia. Negli affreschi, di recente restaurati, sono impressi i momenti più significativi dell'avventuroso viaggio e della venerazione del Beato che è seguita alla sua morte. (fra gli allegati si mettono a disposizione le slides).

In occasione di questa festa, abbiamo voluto inserire il concerto del Quartetto flauto ed archi “Música Vida” di Cochabamba, in cui suona la nostra ex parrocchiana Silvia Trombetta, all’interno del programma di eventi con i quali la nostra parrocchia ricorda e onora il Beato Odorico da Pordenone per due elementi che legano la sua figura all’esperienza di questa orchestra boliviana.
Il primo: la curiosità e l’interesse per il “nuovo”.
Odorico nel 1318 partì per l’Estremo Oriente, raggiungendo l’India, le Filippine e la lontana Cina. Nei racconti del suo viaggio, egli raccontò delle cose straordinarie che aveva potuto vedere, degli usi e costumi così diversi da quelli occidentali. Aveva osservato ogni cosa con attenzione e, al suo ritorno, raccontò tutto con fedeltà.
Come Odorico anche i giovani di questa orchestra hanno desiderato intraprendere questo viaggio – certamente meno difficoltoso e pericoloso di quello affrontato dal Beato – anche per conoscere questa nostra terra friulana.
La curiosità li ha spinti ad accogliere questa bella occasione che è stata loro data dalla Fondazione Sinfonica di Cochabamba. L’augurio è che nella loro permanenza a Udine possano vedere e apprezzare almeno un po’ la nostra cultura, le nostre usanze, la gente di qui e tornare a casa, alla fine di questa esperienza, arricchiti.
Il secondo: la costruzione di un ponte tra due continenti. Sulla facciata anteriore dell’arca del Beato Odorico, sotto il bassorilievo che presenta la riesumazione del suo corpo, appare –  al centro - una formella raffigurante il Beato che tiene in mano due vessilli, simbolicamente raffiguranti i due continenti (Europa e Asia) toccati nel suo viaggio. Il Beato Odorico ha unito questi due continenti perché ha saputo usare il linguaggio dell’amore, della fraternità, della carità. Anche oggi, qui, due continenti si incontrano.
Il linguaggio della musica, alta espressione della sensibilità dell’animo umano, ci faccia superare i limiti e le barriere di razza, lingua, cultura e religione per riconoscerci davvero tutti fratelli.

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