Beato Odorico: II Beato Odorico e le Filippine

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Padre Luigi Malamocco è ben noto alla comunità parrocchiale del Carmine di Udine, sua città natale. Si è coinvolto con tanto entusiasmo e vera devozione nella riscoperta del Beato Odorico, quasi trascinato da lui che ha "re-incontrato" nelle Filippine ove svolge la sua opera evangelizzatrice tra migliaia di bambini bisognosi nella missione dei Padri Stimmatini di Manila. È conosciuta la sua scoperta dell'approdo di Odorico sulle coste filippine: di essa il missionario ha dato ragione con prove e un racconto ricco di fede e stupore, pubblicato nel suo libro "A piedi scalzi" (2002). Ha poi dato alle stampe anche una storia a fumetti del Beato ("Una luce per l'Oriente", 2004), di cui ha tradotto in inglese un estratto edito nelle Filippine.
Ultima sua fatica editoriale (sempre per i tipi delle Edizioni Segno di Udine) è ora "Villa Brunora - La principessa Urduia", ancora una volta dedicato ai ragazzi, dei quali il padre è abile catecheta: una qualità di cui egli da saggio anche nelle visite alle parrocchie durante i suoi annuali ritorni in Friuli. Ma l'opera pro Odorico di padre Malamocco non si ferma agli scritti. Ci racconta lui stesso, con efficaci pennellate, cos'è successo il 25 luglio 2006 a Bolinao, la città delle Filippine che guarda il Mar della Cina.

BOLINAO: un monumento al Beato Odorico

[Monumento al Beato Odorico nella piazza antistante la Chiesa di San Giacomo Apostolo a Bolinao (Filippine)Per la festa del patrono della parrocchia di Bolinao si stravede e i cuori si riempiono di gioia. A migliaia i fedeli, anche delle località vicine, si addensano attorno alla statua del "Senor Santiago" (San Giacomo il Maggiore), come viene qui invocato l'apostolo. In sella al bianco cavallo, San Giacomo stringe con la sinistra la bandiera con la rossa croce del suo Signore e con la destra impugna la spada per atterrare i due personaggi che, vinti dalla veemenza del santo, cadono al suolo per sempre: sono il simbolo del peccato, oltre che dei pirati cinesi che, al tempo di Odorico, sbarcavano numerosi e pericolosi da queste parti, saccheggiando e seminando terrore. Come da noi quando, al grido "arrivano li Turchi", ci si sprangava dentro le mura dei borghi, anche friulani.
Quest'anno poi erano vari i motivi per una grande festa della città di Bolinao, che conta circa 70.000 abitanti. Anzitutto l'inaugurazione e benedizione, davanti la porta della chiesa, del semplice e decoroso monumento in onore del Beato Odorico che celebrò proprio su queste spiagge, di fronte alla Cina, la prima santa Messa in territorio filippino. Era il 1324. La data, il tragitto del viaggio e il racconto breve della vita del nostro Beato si trovano ora impressi nel marmo. Il viso radioso di Odorico, nel bronzo in un bell'altorilievo, è opera di uno scultore di Manila, Ernie Patricio, e sembra esprimere la gioia della missionarietà e la luce del Regno di Dio.
II vescovo di Alaminos Monsignor Jesus Cabrera, circondato da una decina di parroci e da tre frati conventuali di Manila, con il Superiore Provinciale padre Enrique Montero costaricano, rivolge parole di gioia. Proprio nel momento della benedizione, il cielo gonfio di pioggia si rasserena di colpo: la gente subito l'accoglie come segno della riconoscenza del nuovo protettore. Il cippo è scoperto dal sindaco della municipalità di Bolinao Alfonso Celeste, tra l'applauso della gente.
Quindi l'ingresso solenne nella chiesa di San Giacomo, una delle più antiche nelle Filippine, costruita dagli spagnoli nel 1580 e aperta al culto dal primo parroco, un religioso spagnolo degli Agostiniani, padre Esteban Marin, nel 1585. Il corteo dei sacerdoti concelebranti con il vescovo è aperto da quattro ragazzi in alta uniforme di guardie svizzere: sembra per un momento di entrare in San Pietro in Vaticano. Intanto i fedeli gremiscono all'impossibile la chiesa, mentre a me tocca di iniziare con brevi parole di accoglienza e sul ritrovamento delle notizie riguardanti l'arrivo del nostro Beato in questa terra così lontana. Vengono pure presentati alla comunità il nuovo parroco Father Jeremy e il coadiutore Father Harris.
L'omelia del vescovo è incentrata non solo sulla vita dell'apostolo Giacomo, ma lungamente anche sulla figura del missionario friulano nativo di Villanova di Pordenone. Dopo le numerosissime comunioni, il momento più emozionante è la benedizione del vescovo con la reliquia del Beato e il bacio che tutti i presenti vogliono, uno a uno, offrirgli in segno di venerazione e gratitudine. Dopo settecento anni il Beato Odorico è sicuramente felice di essere tra i suoi amatissimi filippini, prima di riprendere il viaggio verso Pechino. Il parroco (cui consegno per sempre la preziosa reliquia a nome del Commissione per la canonizzazione e il culto e del vice-postulatore padre Tito Magnani, conventuale) mi assicura che nella parrocchia di Santiago, d'ora in poi, ogni anno sarà celebrata la festa del Beato Odorico il 14 gennaio.
Il vescovo, i parroci e tutto il popolo di Bolinao ringraziano di cuore le comunità sorelle di Udine e Pordenone, soprattutto la comunità della B.V. del Carmine in Udine con il parroco mons. Luciano Quarino e il coadiutore don Giancarlo Brianti. Un saluto particolare alla parrocchia di Villanova di Pordenone con don Franco Zanus e a mons. Giulio Gherbezza, Vicario generale della diocesi di Udine e Coordinatore del comitato.
Il nostro Beato è così ancora presente in questo lontano promontorio filippino, lo benedice e intercede presso Iddio per la salute spirituale e fisica di questo popolo, in attesa che la grande e amata Cina spalanchi le porte a Cristo Signore in aperta comunione con il nostro Sommo Pontefice e la Chiesa Cattolica.

padre Luigi Malamocco

Saluto di accoglienza e presentazione del monumento nella chiesa dI Bolinao da parte di padre Luigi Malamocco

Eccellenza Rev.ma Monsignor Jesus Cabrera, distinto Parroco Monsignor Jeremy, gentili confratelli concelebranti, caro Superiore Provinciale padre Enrique Montero e confratelli dei Frati Conventuali della Provincia Filippina, stimato Signor Sindaco Sig. Alfonso Celeste e consiglieri municipali, a voi tutti vada il mio personale ringraziamento e ossequio anche a nome della Congregazione dei Padri Stimmatini di cui faccio parte.
Oggi, 25 luglio 2006, è un giorno del tutto particolare, non solo perché si celebra la festa patronale di questa parrocchia in Bolinao e il popolo di questa graziosa cittadina si stringe attorno a San Giacomo, suo patrono, intercessore e difensore, ma anche perché, accanto al vostro grande Santo, avrete d'ora in poi il ricordo e la presenza affettuosa di un altro amico celeste, il Beato Odorico, che, circa sette secoli fa, celebrò la Prima Santa Messa proprio in questo promontorio che s'affaccia sul Mare della Cina.
Ho l'onore di affidarvi al suo ricordo e alla sua intercessione. Davanti alla porta della vostra chiesa così carica di fede, di arte e di storia, accanto alla croce ci sarà ora il dolce sorriso del Beato Odorico che si fermò proprio qui, a Bolinao, prima di riprendere il viaggio verso Pechino, dove l'attendeva il confratello Padre Giovanni da Montecorvino, vescovo da più di un decennio in quella lontana capitale della Cina.
La cronaca del ritrovamento del passaggio del beato missionario conventuale e della celebrazione della Santa Messa a Bolinao ha certamente i tratti di un intervento provvidenziale che io considero dono del Signore Iddio e privilegio per tutta la comunità diocesana di Alaminos. Quella fu in assoluto la prima Santa Messa celebrata nelle Filippine, due secoli prima di quella celebrata nel 1621 da padre Pedro da Valderrama a Limasawa, al seguito di Magellano.
Sono, dicevo, un sacerdote religioso della Congregazione italiana degli Stimmatini e sono nativo di Udine, una città situata a nord est dell'Italia. Nella mia città, nella Chiesa della Madonna del Monte Carmelo, è sepolto dentro un'artistica urna di marmo il corpo del Beato Odorico. Vi fu sepolto dopo la morte che giunse il 14 gennaio 1331. Da allora tanti sono i miracoli compiuti per sua intercessione e ora il processo di canonizzazione è già al giudizio della Santa Sede, a Roma. Ebbene, mentre in Italia, nel 2001, si riapriva la causa di canonizzazione, a mia insaputa, mi trovavo a Bolinao, e leggevo con sorpresa per la prima volta nel libro di questa parrocchia il nome del frate missionario. Egli, secondo ciò che vi era scritto, si era fermato a Bolinao nel 1324, mentre stava dirigendosi sulle coste cinesi. Un uragano di grande intensità costrinse l'equipaggio a ripararsi sulla vostra spiaggia, accanto a quella che ora viene chiamata l'isola di Santiago. Incontrò il re Dalisay e sua figlia ancora bambina, quella che sarebbe diventata la Principessa Urduya. Fu accolto con grande cordialità, celebrò la Santa Messa e benedisse la popolazione. Poi ripartì verso Pechino. La storia del suo viaggio la ritroviamo scritta nelle sue memorie che sono raccolte in un libro intitolato appunto "II Viaggio". Ma il documento fondamentale per il mio ritrovamento fu ed è quel preziosissimo libro pubblicato nel 1980 e scritto dall'esimio professore Antonio del Castillo y Tuazon, che per molti anni insegnò all'Università di Lingayen. Il titolo del libro è: "Princess Urduya". A leggere quelle pagine si viene presi da un senso di commozione e di riconoscenza per il professore che presenta molteplici prove sulla vera esistenza del Regno delle Amazzoni e della loro Principessa Urduya. Questo regno si estendeva su tutta la penisola, da Lingayen a Bolinao. Ho avuto la grazia di conoscere il professore Antonio del Castillo nel 2002 e di parlare con lui su questo argomento.
Ho già consegnato a Sua Eccellenza il Vescovo di Alaminos i documenti concernenti questi fatti che brevemente vi ho narrato. I Padri Conventuali di Padova, della Basilica di Sant'Antonio, vogliono offrire alla vostra parrocchia un prezioso reliquiario con inserito un pezzettino di pelle del Beato Odorico. Reliquia che tra poco baceremo con devozione e fede. Ringraziamo lo scultore, il Sig. Patricio Ernie, per la meravigliosa opera in bronzo e per il progetto del monumento. Ringraziamo le Suore Figlie di San Francesco di Sales per la loro preziosa collaborazione e appassionata ricerca in questi cinque ultimi anni.
Cari fratelli e sorelle in Cristo, ora avete in mezzo a voi un nuovo santo amico e protettore, il Beato Odorico del Friuli: pregatelo, invocatelo, amatelo. Anche lui vi ama, vi benedice, vi protegge e intercede dal Signore Gesù grazie e interventi celesti in vostro favore.
Evviva el Senor Santiago, evviva il Beato Odorico.

padre Luigi Malamocco

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