Le chiese storiche nel territorio del Carmine

Come descritto nella pagina dei “Cenni storici”, la Parrocchia storica di Borgo Aquileja era quella di S.Pietro ed interessava una parte molto ampia della città. Ma come era vissuta la fequentazione dei luoghi sacri di questo territorio, del territorio del Carmine?
All'interno della giurisdizione parrocchiale si trovavano diverse chiese: parlarne ci aiuta a non disperdere la storia della devozione delle persone che hanno abitato questa parte della città, una devozione che è radice di quanto ci hanno lasciato.

La chiesa di Sant'Ermacora

Era situata all'inizio di via Aquileja. Abbattuta nel 1864.
La nobile Signora Elisabetta Sbrojavacca, vedova e devota a S. Ermacora primo Vescovo di Aquileja, costruì nei terreni di proprietà una chiesa a lui dedicata nel 1583. Questa chiesa venne consacrata dal Vescovo Bisanzio, suffraganeo del Patriarca, e custodiva un'immagine di Cristo con la croce sulle spalle.
Nel 1638 il nobile Alfonso d'Arcano subentrò agli Sbrojavacca e così, oltre alla proprietà del sito, ebbe anche il juspatronato e quindi l'autorità nella nomina del parroco pro tempore e l'obbligo di mantenerlo.
Nel 1825 divenne padrone delle case e dei fondi che costituivano la proprietà il Signor Francesco Braida che ridusse i locali a una raffineria di zucchero. Nel 1827 restava una sola finestra a dare luce e aria alla chiesa di S. Ermacora. Il Parroco della Chiesa del Carmine, Monsignor Giobatta Cantoni, chiese al Vescovo Lodi di prendere dei provvedimenti a tutela del decoro dei riti e dei fedeli. Il giorno 11 maggio 1836 venne sospeso il culto. La chiesa venne abbattuta nel 1864: l'altare e le due statue, le pietre della porta d'ingresso e la pietra sepolcrale presente all'interno della chiesa vennero trasferite dal nobile Orazio d'Arcano nella chiesa di proprietà della famiglia nel villaggio d'Arcano.

La chiesa di San Leonardo

Si trova all'angolo tra via Carducci e via Gorghi. Fatta costruire da Leonardo Arcoloniani nel 1363 nelle adiacenze della casa di famiglia e dedicata a S.Leonardo, suo protettore. Il fine era farvi celebrare ogni giorno la S.Messa, grazie alla licenza concessa dal Patriarca Lodovico della Torre. Ogni anno, nel giorno di Natale, la famiglia Arcoloniani avrebbe donato alla chiesa di S.Maria Maggiore un cero di cera bianca del peso di 3 libbre.. Fu rimaneggiata nel 1714 e recentemente restaurata.

La Chiesa di San Bernardino

Situata all'inizio di via Ellero e recentemente restaurata.
Giacomo Rainerotto d'Udine lasciò nel suo testamento che qualora il figlio fosse morto senza discendenti, nel luogo ove erano le case della sua abitazione si erigesse un Monastero di Monache Osservanti, dedicato a S.Bernardino, dell'Ordine di S. Francesco. In questo convento si sarebbero poi raccolte “tante donzelle cittadine di Udine, nate di casa onorata e do luogo civile, quante potessero vivere e sostenersi comodamente con le entrate e con i beni del lascito”. La chiesa venne eretta a partire dal 1522. Agli inizi del 1800 anche questo convento subì il destino di altri in città, vuotandosi e passando sotto la proprietà del demanio. Il Governo Austriaco, per avere il possesso degli edifici che ora ospitano il Conservatorio all'inizio di via Treppo, propose una permuta e cedette il complesso del convento all'autorità ecclesiastica. Nel 1832 il Vescovo Lodi nell'area del convento il grandioso fabbricato del Seminario.

la Chiesa delle Convertite

Situata in via Ronchi. Edificata nel 1713 e dedicata alla B.V. del Soccorso.
Padre Giovanni Micesio, prete dell'oratorio Filippino, verso la fine del 1600 aveva raccolto alcune donne, redente da una vita di miserie e sotterfugi, in un'unica casa in via Rauscedo, casa messa a disposizione dalla famiglia Arcoloniani. Questa realtà divenne un'istituzione che poté trovare spazi e dignità in un nuovo e capiente edificio acquistato con il supporto di generosi udinesi proprio in via Ronchi: si trattava della casa Egregis e nasceva l'Istituto delle Convertite.
Alcune delle persone raccolte da Padre Micesio decisero di abbracciare una vita di servizio e vestire l'abito delle Capuccine. Padre Micesio acquisì alcune case vicine in modo da separare le due realtà: la casa delle cappuccine e quella delle convertite condividevano così uno spazio comune per gli esercizi che era la chiesa della Beata Vergine di Loreto. Il Patriarca Dionigi Delfino, dopo la morte di Padre Micesio nel 1702, assegno la chiesa alle cappuccine e fece erigere una nuova chiesa per le convertite arricchendola con una Pala d'altare commissionata al pittore Bambini: la Pala rappresenta la Visitazione della Beata Vergine, titolare della chiesa, e S. Maria Maddalena, patrona dell'Istituto.
Attualmente gli spazi di quello che era il convento delle convertite sono occupato dal convento delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore.

la Chiesa dei Cappuccini

Posta in via Ronchi. La prima pietra venne posta il 14 marzo 1830 sulle rovine del convento delle cappuccine alla presenza del Vescovo Lodi.
In realtà i Cappuccini rientravano in Udine, dopo lo scioglimento dei conventi secondo l'editto napoleonico dei primi del 1800, ma erano presenti già dal 1564.

la Chiesa di Baldasseria

Eretta dagli abitanti di Baldasseria nel 1831 per poter assistere alla Messa senza recarsi con disagio alla lontana sede Parrocchiale. Venne dedicata alla S.Maria degli Angeli.
Fu restaurata già nel 1878 a causa del legname difettoso utilizzato per il tetto.
L'immagine dell'altare, dipinta su legno, venne trasportata da una ancona posta in via di Palma, ora viale Palmanova.
Nel 1895 il piccolo campanile posto sul tetto venne sostituito con un campanile di 17 metri a fianco alla chiesa: metà della spesa per il campanile e il restauro fu sostenuto dalla famiglia Carlini.

LA Chiesa delle Derelitte

La chiesa delle Derelitte fu costruita nel 1834 unitamente ai locali dell'istituto.
Nel 1816 Padre Gaetano Salomoni, ex Filippino e Padre Andrea Scipioni, ex Barnabita, presero in affitto un piccolo edificio in via Ronchi, detto “la casetta”, per accogliere fanciulle orfane o abbandonate, La loro opera fu proseguita e fatta fiorire da Padre Filaferro e soprattutto da Padre Luigi Scrosoppi, nostro Santo. La chiesa serve la congregazione delle Suore della Provvidenza, volute da San Scrosoppi e sostenere e proseguire il suo aiuto indifferenziato e gratuito ai più deboli.

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