"camminiamo insieme": bollettino della collaborazione pastorale

Domenica 8 Marzo
2ª Domenica di Quaresima
“E fu trasfigurato davanti a loro”
Raccolta straordinaria delle offerte a S.Paolino e Laipacco per sostenere le relative spese parrocchiali
Lunedì 9 Marzo
Ore 20.30: Catechiste della Prima Comunione della Collaborazione Pastorale (Oratorio Carmine)
Venerdì 13 Marzo
Ore 18.00: Via Crucis animata dai Gruppi Caritativi e a seguire S. Messa (Carmine)
Domenica 15 Marzo
3ª Domenica di Quaresima
“Chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno”

 

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Lettere di don Giancarlo ai parrocchiani

 LETTERA DEL 21.05.2020

Cari parrocchiani,

nei giorni scorsi è stato celebrato il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II. È rimasto nella storia il suo incoraggiamento: “Non abbiate paura”. Un invito che risuona quanto mai attuale e opportuno nel momento in cui stiamo per riprendere le Messe in presenza dei fedeli. Non abbiate paura! Riprendiamo a frequentare le nostre chiese con serenità e fiducia, osservando le indicazioni che ci vengono date con senso di responsabilità per il bene della salute propria e altrui.

Con il prossimo fine settimana riprenderemo le Messe festive secondo gli orari soliti.
Sabato 23 maggio ore 18.30, nella chiesa del Carmine
Domenica 24 maggio ore 8.30 e 11, nella chiesa di S. Paolino
Domenica 24 maggio ore 9.45, nella chiesa di Laipacco
Domenica 24 maggio ore 11, nella chiesa del Carmine (Messa anche in streaming, accedendo direttamente dal sito parrocchiale del Carmine www.parrocchiacarmine.it.) Domenica 24 maggio ore 18.30, nella chiesa di Santa Maria della Neve in via Ronchi.

Abbiamo predisposto un Regolamento per le tre parrocchie della nostra Collaborazione Pastorale. Tutti sono chiamati a rispettare le indicazioni in esso contenute che discendono dal Protocollo congiunto della Conferenza Episcopale Italiana e del Governo e dalle disposizioni del nostro Arcivescovo.

Per quanto riguarda l’ingresso in chiesa, l’accesso deve avvenire evitando assembramenti sul sagrato e mantenendosi in fila a una distanza di 1,5 metri l’uno dall’altro.
All’entrata un volontario vi consegnerà un foglietto numerato (dato il contingentamento delle presenze in chiesa) con il quale potrete andare ad occupare liberamente uno dei posti contrassegnati (sono utilizzabili tutte le sedie - senza spostarle - e i posti nei banchi che portano l’apposito contrassegno). Preciso che anche le persone che abitano insieme devono occupare solo i posti contrassegnati con la sola eccezione dei bambini (fino alla quinta elementare) che possono stare accanto ai loro genitori, sempre rispettando la distanza dalle altre persone di 1 metro. Dei volontari saranno comunque a disposizione per aiutarvi nel prendere posto.

Nell’entrare in chiesa vi chiedo di non toccare porte e maglie e di igienizzarvi le mani con il gel messo a disposizione dalle parrocchie.

Facendo appello al senso di responsabilità di ciascuno, è fatto assoluto divieto di ingresso alle chiese per chi presenta sintomi influenzali/respiratori, temperatura corporea uguale o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti.

Durante la celebrazione, dovete tenere correttamente indossata la mascherina, che deve coprire naso e bocca, e che va tenuta per tutta la celebrazione, abbassandola esclusivamente per la Comunione. Questa dovrà essere ricevuta in mano, cercando di mantenere le distanze dal ministro e senza muoversi dal proprio posto (sarà il ministro a passare tra banchi e sedie).

Per quanto riguarda l’uscita dalla chiesa, si dovrà procedere come per l’ingresso, mantenendo le distanze di sicurezza ed evitando assembramenti sul sagrato.
Agli ingressi della chiesa troverete dei cestini per la raccolta delle offerte, dato che le disposizioni vietano la loro raccolta durante la celebrazione per motivi igienico-sanitari.

Al fine di svolgere le celebrazioni osservando le norme previste è necessario, come già anticipato nella lettera della settimana scorsa, che si formi un gruppo di volontari per ciascuna parrocchia sia per il servizio di sorveglianza sia per la pulizia della chiesa. Ringrazio coloro che hanno già dato la propria disponibilità. Abbiamo però necessità di altri collaboratori anche per consentire una rotazione nel servizio. Non tiriamoci indietro pensando di perdere la nostra libertà ma offriamo con generosità la nostra disponibilità pensando che tutti siamo chiesa e abbiamo a cuore la nostra comunità parrocchiale, e soprattutto la celebrazione festiva dell’Eucaristia.

Abbiamo tanto desiderato che la Messa con l’assemblea riprendesse. Ora si tratta di fare in modo che questo desiderio di ritrovarci insieme la domenica si possa realizzare non pensando “ci sarà ben qualcuno che collabora” ma chiedendoci “io cosa posso fare?”. E’ particolarmente importante e delicato il servizio di pulizia e igienizzazione della chiesa, senza il quale non si può celebrare con il popolo. E’ pertanto necessario che in ogni nostra comunità parrocchiale si rendano disponibili persone per tale servizio. Quanti ritengono di farlo possono inviarmi il proprio nominativo via mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ).

Colgo l’occasione di questa lettera per informare che per i volontari che si occupano della sorveglianza ci sarà un incontro informativo e formativo:
giovedì 21 maggio, ore 18.30 per i volontari del Carmine in chiesa
venerdì 22 maggio, ore 18.30, per i volontari di S.Paolino in chiesa
sabato 23 maggio, ore 10.00, per i volontari di Laipacco in chiesa.
Vi chiedo di venire ovviamente con la mascherina. Durante il breve incontro osserveremo la distanza di sicurezza.

Le norme alle quali dobbiamo attenerci, così lontane dalle nostre abitudini, non distolgano la nostra attenzione da ciò che stiamo celebrando. In una delle sue catechesi Papa Francesco ricorda come San Tommaso abbia chiesto «di “toccare”in qualche modo Dio per poterlo riconoscere. […] I Sacramenti e la celebrazione eucaristica sono vie privilegiate per incontraci con l’amore di Dio. Riscoprire questa bellezza dà senso pieno alla vita di ciascuno di noi».

Vi saluto e vi auguro buona domenica.
don Giancarlo

 LETTERA DEL 15.05.2020

Cari parrocchiani,

con domenica 24 maggio riprenderemo anche noi le Messe con il popolo. E’ una bella notizia che ci fa contenti tutti. E’ la domenica nella quale la Chiesa celebra la festa dell’Ascensione di Gesù. Una felice coincidenza. «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli». Con l’Ascensione Gesù affida alla Chiesa e ad ogni cristiano il compito di prolungare la sua missione. Con questa Solennità si celebra dunque la festa della responsabilità dei cristiani.


Riprenderemo in modo nuovo le nostre celebrazioni. Saranno più semplici ma non per questo meno dignitose.

L'ingresso in chiesa richiederà pazienza e ordine dovendo entrare uno alla volta – distanziati –, avendo cura di igienizzare le mani e andando a occupare i posti contrassegnati. Ma questo ci permetterà di prepararci alla celebrazione in un clima di raccoglimento.

Non ci potrà essere il coro. Se non riusciremo a cantare con la voce, dato che dovremo indossare per tutta la celebrazione la mascherina coprendoci bocca e naso, canteremo con il cuore.

Per evitare ogni forma di assembramento, non potremo fermarci prima e dopo la messa per stare un po' insieme e fare due chiacchiere, cosa che ci piacerebbe dopo due mesi di isolamento comunitario, ma ci sapremo accontentare di un saluto sincero o di un breve scambio di parole.

Ci è richiesto il rispetto del distanziamento di sicurezza. Ma tutto questo non ci impedirà di avvicinarci con lo sguardo degli occhi superando il nostro distacco.

Non avremo la possibilità di stringerci la mano al momento dello scambio della pace per evitare il contatto fisico, ma conserveremo il significato di quel gesto invocando pace e unità per le nostre comunità, la Chiesa e l’umanità intera.

Insomma riusciremo lo stesso a vivere con gioia l'incontro con il Signore e tra di noi nella osservanza delle indicazioni che ci sono state date per il bene della salute propria e altrui. Non è il tempo delle proteste e delle lamentele. E’ il tempo della gioia e del senso di responsabilità.

La prossima settimana vi porteremo a conoscenza del Regolamento parrocchiale per le celebrazioni con il popolo, che tiene conto sia del Protocollo Governo-CEI sia del Testo sottoscritto dell’Arcivescovo, con il quale daremo indicazioni più precise.

E’ chiaro però già fin d’ora che il rispetto delle indicazioni che ci sono state date richiederà la costituzione all’interno di ciascuna parrocchia di un gruppo numeroso di volontari che si prenda l’impegno di svolgere i diversi compiti richiesti. Abbiamo bisogno di persone (maggiorenni) disponibili per il servizio di sorveglianza (per regolare l’accesso in chiesa e verificare il rispetto delle norme di sicurezza) e per la pulizia e igienizzazione della chiesa che deve essere eseguita settimanalmente. A quanti daranno la propria disponibilità verranno poi date spiegazioni precise circa le loro mansioni e le modalità di svolgimento.

In questa fase di avvio vi chiedo di mandare a me le vostre disponibilità via mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) o lasciando un messaggio nella segreteria telefonica dell’ufficio parrocchiale (0432 501465), indicando la parrocchia di appartenenza e se vi orientate per il servizio di sicurezza o di pulizia.

Non vi nego che mi preoccupa il carico di lavoro che dobbiamo affrontare e mi chiedo – come penso anche voi – se ne avremo le forze. Non lasciamoci schiacciare dagli eventi e cogliamo – come abbiamo già detto in altre occasioni – il positivo anche di questa nuova situazione. Viviamo questo impegno che ci viene richiesto come una occasione a crescere nel nostro senso di appartenenza e nel sentirci responsabili tutti dell’intera vita delle nostre comunità. Senza la vostra disponibilità, non potendo garantire il rispetto delle condizioni indicate nel Protocollo, non potremo celebrare le S. Messe.

Attingiamo alle nostre motivazioni più profonde per trovare il tempo e le forze per una collaborazione che renderà più belle e ricche le nostre comunità e che ci riempirà di gioia.

Nel Vangelo di questa Domenica Gesù sale al cielo, ma sappiamo che rimane presente e operante nelle vicende della storia umana. Sentiamolo vicino in questo tempo di sfida. Come ha promesso, è accanto a ciascuno di noi.

Vi saluto e vi auguro buona domenica.
don Giancarlo

 LETTERA DEL 08.05.2020

Cari parrocchiani,

in questo tempo non possiamo partecipare alla Messa domenicale e questo - come molti di voi mi stanno confidando - è motivo di sofferenza. Mancano, innanzitutto, l’incontro e la relazione con gli altri che sostengono la dimensione comunitaria della nostra fede. E per questo è certamente un tempo di prova, nel quale però siamo invitati a non guardare solo alle difficoltà, ma a cogliere anche delle opportunità: l’opportunità che ci è data per riscoprire una dimensione più autentica del nostro credere.


Pensate a quanto queste settimane di lontananza forzata dalle assemblee domenicali ci possano aiutare a riscoprire il valore della preghiera vissuta in un contesto famigliare. Come le prime comunità cristiane, che non conoscevano strutture gerarchiche, celebriamo la domenica nelle nostre case.

I mezzi di comunicazione ci aiutano consentendoci di partecipare a distanza alle S. Messe. Possiamo assistervi con superficialità, ascoltando da lontano mentre siamo presi a fare altro, o seguendo immagini e parole con il distacco di chi è spettatore davanti un video. Possiamo - al contrario - lasciarci coinvolgere da quei gesti e da quelle parole che ben conosciamo, sentendoci “dentro” la celebrazione. Vi invito in modo particolare - almeno quanti possono - a seguire la Messa della nostra Collaborazione pastorale in diretta streaming, la domenica alle ore 10, accedendo direttamente dalla prima pagina del sito parrocchiale del Carmine (www.parrocchiacarmine.it): anche questo ci aiuterà a sentirci uniti, come comunità parrocchiali.

Il motivo di sofferenza più grande in queste Messe “senza popolo” deriva però certamente dal non poter accostarci alla Comunione sacramentale. E’ una occasione per riscoprire, come ci suggerisce Papa Francesco, il valore della Comunione spirituale, antica pratica della Chiesa e di molti santi. Impossibilitati a partecipare al Sacramento, ma desiderosi di ricevere l’Eucaristia, partecipiamovi spiritualmente e potremo ottenere i frutti della comunione con Dio. Quasi che il “pane del cielo” possa arrivare fino a casa, portato dalla volontà di comunicarsi comunque all’altare. Dunque, lontani dall’ostia consacrata, ma non senza l’Eucaristia.

Con la Comunione spirituale l'Eucaristia "entra" nel cuore e ci rende capaci di vivere con fedeltà e coerenza gli insegnamenti di Gesù. Quante Comunioni sacramentali fatte superficialmente, frettolosamente, abitudinariamente? Quante hanno portato frutti di autentica conversione, di coerente testimonianza, di servizio agli altri? La Comunione spirituale può diventare occasione per ridare significato alla Comunione sacramentale quando torneremo a riceverla.

Parlando dell’Eucarestia, ancora Papa Francesco in una sua catechesi ci ricorda come gli effetti di questa Comunione siano l’unione fraterna, l’essere un cuor solo e un’anima sola. «Entriamo in comunione con Gesù e da questa […] arriviamo alla comunione con i fratelli e le sorelle». Un cuore riempito dell’amore di Dio ci rende capaci di riconoscere il volto di Gesù in ogni persona e di condividere con generosità quanto possediamo.

Ancora questo ci rimanda all’esperienza delle prime comunità cristiane nelle quali «i forti sostengono i deboli e nessuno sperimenta l’indigenza che umilia la dignità umana». Celebriamo la domenica, il giorno del Signore, chiedendo il dono del suo Spirito di tenerezza, che vince ogni ipocrisia e nutre la solidarietà, espressione irrinunciabile della natura della Chiesa, madre tenerissima di tutti, specialmente dei più poveri.

Vi saluto e vi auguro buona domenica.
don Giancarlo

 LETTERA DEL 01.05.2020

Cari parrocchiani,

c’è tanto desiderio e attesa di ritrovarci a celebrare la eucarestia domenicale nelle nostre chiese di persona. E’ una cosa buona. E’ un desiderio apprezzabile, che speriamo a breve si possa realizzare. Ma mi chiedo: come torneremo alle nostre messe? Come prima o cambiati? Con le nostre abitudini anche religiose oppure rinnovati interiormente? Quanto ci sta cambiando l’esperienza che stiamo vivendo nel rapporto con noi stessi, con Dio, con gli altri, con l’ambiente? Quanto e come ci sta riorientando nei nostri modi di pensare e di vivere? Se non riprenderemo le nostre “messe con il popolo” cambiati avremo sprecato una occasione per renderle maggiormente significative.

Nel Vangelo di questa domenica Gesù si presenta come il buon pastore. Il pastore si prende cura di ciascuna delle sue pecore. Le custodisce. Custodire. Mi pare il verbo che dovrebbe accompagnarci nella fase nuova che si sta aprendo. Custodire la memoria per non fermarsi, per andare avanti, per non tornare indietro. Custodire gli altri, avendo cura l’uno dell’altro nella famiglia, come coniugi, come genitori nei confronti dei figli, come figli che col tempo diventano custodi dei genitori, avendo cura degli anziani, di coloro che sono in difficoltà. Custodire il creato, rispettando la natura perché non si rivolti contro il dominio dell’uomo.

La pandemia del Coronavirus ci ha bruscamente risvegliati dal pericolo maggiore che hanno sempre corso gli individui e l’umanità, quello dell’illusione di onnipotenza. È bastato il più piccolo e informe elemento della natura, un virus, a ricordarci che siamo mortali, che la potenza militare e la tecnologia non bastano a salvarci. E di più, che di questa situazione ne siamo noi stessi la causa. E che a soffrire maggiormente le conseguenze sono i più poveri, i più deboli, i più indifesi.

Così Papa Francesco nella udienza del 22.04.2020: “Come la tragica pandemia di coronavirus ci sta dimostrando, soltanto insieme e facendoci carico dei più fragili possiamo vincere le sfide globali. […] Dobbiamo crescere nella coscienza della cura della casa comune. […] Abbiamo mancato nel custodire la terra, nostra casa-giardino, e nel custodire i nostri fratelli. Abbiamo peccato contro la terra, contro il nostro prossimo e, in definitiva, contro il Creatore, il Padre buono che vuole che viviamo insieme in comunione e prosperità”.

Avremo vissuto invano questa brutta esperienza del coronavirus se non sapremo trarre da essa i frutti di una rinnovata conversione. Se non sapremo cambiare profondamente i nostri stili di vita, le nostre scelte concrete, i modelli di consumo, il primato dell’economia che schiaccia i più deboli. Se non sapremo attingere in profondità alle nostre convinzioni per impegnarci nella costruzione di una società fondata sull’amore, la giustizia e la pace.

Nella chiesa del Carmine già da qualche tempo, avevamo pensato di installare un impianto che consentisse la trasmissione, nell’attigua Cappella di San Giuseppe, delle celebrazioni che si svolgono in chiesa. Ci sembrava utile attrezzare questi spazi in modo da poter far assistere alle celebrazioni il maggior numero possibile di persone, pensando in particolare alle celebrazioni rivolte all’intera Collaborazione Pastorale. L’impossibilità di celebrare la S. Messa con i fedeli, mi ha spinto a pensare di sfruttare questa attrezzatura, già disponibile, per trasmettere la S. Messa domenicale in streaming a partire da questa domenica 3 maggio. Coloro che desiderano potranno seguire in diretta la celebrazione alle ore 10 accedendo dalla prima pagina del sito parrocchiale (www.parrocchiacarmine.it). Per questa prima domenica la celebrazione verrà animata da alcuni parrocchiani del Carmine; domenica 10 maggio potrebbe essere animata da qualche volontario della Parrocchia di San Paolino e, infine, domenica 17 maggio, dalla Parrocchia di Laipacco.

Assistendo alla S. Messa, attraverso i mezzi di comunicazione, partecipiamo all’Eucarestia che - come ci ricorda Papa Francesco - «diffonde la sua luce sull’intera settimana e ci incoraggia a fare nostra la cura della natura e dei poveri».

Vi saluto e vi auguro buona domenica.
don Giancarlo

 LETTERA DEL 23.04.2020

Cari parrocchiani,

una persona, riferendosi alla vita della comunità parrocchiale di questo momento, mi ha scritto “Distanti, ma vicini nel cuore e nella preghiera”. Mi pare un bel modo per sentirtici uniti in questo tempo di distanziamento fisico dovuto alla emergenza sanitaria. Nel cuore e nella preghiera non c’è distanza che tenga!


Man mano che si avvicina la fatidica data del 3 maggio e sui giornali leggiamo della ripresa di aziende e fabbriche e della presentazione alla Regione di protocolli che permettano la riapertura in sicurezza delle varie attività, può prenderci l'attesa frenetica di ricominciare anche noi, nella vita religiosa, l'attività normale.

Questo è del tutto naturale. Tuttavia, man mano che scorrono queste giornate che ci separano dalla ripresa, il rischio che la routine torni, pur nella particolarità della situazione, come appiattimento e adattamento senza particolari pungoli e stimoli ci può prendere tutti, nella vita personale come in quella famigliare e spirituale.

La tanto desiderata ripresa non deve portarci a vivere questo tempo come gli atleti quando sulla pista si posizionano sui blocchi per avere più spinta nella partenza. Più che mai torna utile riprendere quanto dicevamo alcune settimane fa perché questa vigilia della cosiddetta “fase 2” non ci faccia essere talmente presi nello scatto in avanti da dimenticare troppo presto l’esperienza vissuta.

Proviamo a domandarci: che cosa di buono questa esperienza mi sta lasciando? In che cosa sento che devo continuare perché mi ha arricchito, mi ha segnato positivamente? Che cosa della “fase 1” devo portare nella “fase 2”? Perché quello che dobbiamo portare nella fase 2 o 3 non è solo la mascherina, i guanti e il distanziamento che saranno necessari, penso, anche nella ripresa delle nostre attività liturgiche e pastorali, ma il capitale umano e religioso che abbiamo vissuto in questa prima fase del coronavirus. Altrimenti tutto ritornerà come prima e noi saremo come prima.

Avvertiamo in modo sempre più consistente il bisogno dei momenti comunitari celebrativi ai quali eravamo abituati e che ci davano una spinta nel fare in modo straordinario le cose ordinarie. E desideriamo anche poter riprendere questa dimensione comunitaria della nostra fede. Questa ripresa però deve trovarci cambiati, migliori, disponibili a mettere in discussione i nostri stili di vita.

Domenica scorsa la seconda lettura ci ha parlato della fede provata con una immagine alquanto significativa anche per la situazione che stiamo vivendo oggi. Quella dell’oro che il fuoco del crogiuolo purifica dalle scorie rendendolo autentico. Stiamo vivendo un tempo di prova della fede. Il non poter celebrare l’eucaristia la domenica ma solo assistere alla Messa per televisione. Il non poterci ritrovare in comunità a condividere l’umano e il cristiano della nostra vita. Un crogiuolo, queste prove alle quali la fede è sottoposta, che la purifica dalle scorie, dalle incrostazioni pseudo religiose. Una fede provata, sottoposta a fatica, magari rimane poca, ma pura, splendente in autenticità.

Mi auguro e vi auguro che in questo tempo di Pasqua sappiamo scoprire in noi quel “briciolo” di fede dal quale fioriscono la serenità e la pace, dal quale riprendono la prospettiva offuscata e l’impegno infiacchito

Vi saluto e vi auguro buona domenica.
don Giancarlo

 LETTERA DEL 17.04.2020

Cari parrocchiani,

abbiamo vissuto quest’anno una Pasqua insolita, silenziosa e deserta. Le immagini televisive che hanno fatto vedere Papa Francesco solo durante le celebrazioni del Triduo pasquale, ci hanno fortemente colpito e portato a condividere con lui una Pasqua più sobria ed essenziale anche nella liturgia. Nello stesso tempo abbiamo sentito nostalgia delle nostre messe e del nostro trovarci insieme. Il suono festoso delle campane delle nostre chiese, che è risuonato la mattina della domenica di Pasqua dopo un silenzio di due giorni, ci ha aiutato a sentirci uniti nella preghiera e nel cuore, seppur lontani.


In questa settimana di Pasqua ci accompagna il racconto evangelico dei discepoli di Emmaus. Il loro invito al viandante sconosciuto “Resta con noi” è l’esigenza di tutti noi della vicinanza, della compagnia, del sostegno che si percepisce ancor più benefico quando scende la sera e le ombre della notte provocano paura e incertezza. L’incontro con Gesù risorto, vivente oltre la morte, fa vivere loro nel cuore una ripresa del coraggio e della speranza.

E’ l’esperienza che anche noi possiamo fare. Se percepiamo la presenza di Gesù nel nostro cammino, nel nostro cuore possono riprendere la speranza delusa, la prospettiva offuscata, l’impegno infiacchito. Di questo abbiamo bisogno tanto più i tempi di un ritorno alla vita normale appaiono lunghi e il rischio che tutto diventi monotono e spento si fa concreto. Il Vangelo di Emmaus ci indica il possibile itinerario della speranza in questo tempo del coronavirus: il cammino non l’immobilismo, l’incontro non la chiusura, la comunicazione non l’isolamento.

Gesù spezza il pane e lo condivide con i due discepoli di Emmaus: è il tavolo della eucaristia e della fraterna convivialità. Dicevamo la scorsa settimana. Trasformiamo il digiuno eucaristico in solidarietà umana. Continuiamo a farci presenti con una telefonata amica alle persone anziane, alle persone sole del vicinato, della parrocchia facendole sentire meno isolate. Spezziamo il pane della condivisione e della concreta prossimità. Un domani ci verrà chiesto non a quante messe abbiamo partecipato ma quanti gesti di amore abbiamo compiuto.

“Segni nuovi oggi nascono già”. Così le parole di un canto che più volte abbiamo fatto in chiesa. Ed è proprio così. In questo tempo di paure, preoccupazioni, dolore sta fiorendo una nuova primavera di solidarietà, silenziosa, discreta, anonima. La cosiddetta “fase 2” non sarà solo caratterizzata da una graduale ripresa della attività produttiva e da una mobilità sociale meno restrittiva ma anche dall’aumento di situazioni famigliari che si trovano a dover affrontare difficoltà economiche per mancanza di lavoro stabile o perché chi magari ha il lavoro ora è a casa e non percepisce lo stipendio. Lo stiamo vedendo anche da noi.

Diverse famiglie si sono rivolte a me per un aiuto e stiamo intervenendo con il Fondo di Solidarietà sorto da tempo nella parrocchia del Carmine per sostenere le famiglie nelle quali si è perso o manca il lavoro. L’aiuto economico che viene offerto si inserisce in una rete di sostegno e prossimità fatta di relazioni di amicizia sincera, di comprensione delle difficoltà, di confidenza, sostegno ed incoraggiamento. Sentiamoci tutti chiamati ad aprire gli occhi sulle situazioni di bisogno che sono intorno a noi. Se siete a conoscenza di famiglie in difficoltà per l’emergenza Coronavirus, potete mettervi in contatto con me via mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) coinvolgendovi nel costruire con esse quelle relazioni che gettano ponti verso chi rischia di rimanere solo.

Vi saluto e vi auguro buona domenica.
don Giancarlo

 LETTERA DEL 08.04.2020

Cari parrocchiani,

vi raggiungo con questa nuova lettera per continuare a sentirci parte di una comunità in questo tempo nel quale non possiamo uscire di casa e incontrarci fisicamente anche per partecipare alle liturgie del Triduo Pasquale. Viviamo questa privazione con sofferenza ma senza nessun scandalo anche nella consapevolezza che la nostra fede non è in un luogo ma nella Parola.

La quarantena a cui siamo stati sottoposti ha coinciso in un modo incredibile con i 40 giorni di quaresima. 40 è un numero pieno di significati nella Bibbia. Indica il tempo di una lunga attesa, di una lunga prova, un tempo entro il quale occorre decidersi ad assumere le proprie responsabilità senza ulteriori rimandi. E' il tempo delle decisioni mature. Penso per quanti tra di noi questo periodo di emergenza e difficoltà è stato ed è un'occasione per ripensare al nostro modo di essere e di stare nella vita. Per quanti tra noi in modo inconsapevole questa esperienza di "stop" è stata esperienza di "cenere". La cenere è detersivo per le idee vecchie, che sa lavare e sgrassare ciò che non va nella nostra testa, ma è anche concime che alimenta idee nuove, e credo che grazie a questa emergenza qualcosa sia avvenuto in ognuno di noi.

Mi è sempre piaciuta la definizione di Quaresima data da mons. Tonino Bello:“cenere in testa e acqua sui piedi”, riferendosi al Mercoledì delle ceneri e al Giovedì santo, inizio e termine del cammino quaresimale ma non della vita cristiana. Pentimento e servizio.

Pentimento. Il mercoledì della Settimana Santa eravamo soliti celebrare comunitariamente il sacramento della Perdono. Quest’anno non lo possiamo fare. Viviamolo in modo personale. Riprendiamo in questi giorni la proposta di papa Francesco: “Parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità: ‘Signore, ho combinato questo, questo, questo… Scusami’. E chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’Atto di dolore ben fatto e subito tornerai alla grazia di Dio”. Che bello! Semplice. Senza tante parole rituali o forme liturgiche. Di cuore. Viviamolo anche con i figli in casa in un momento dedicato alla Riconciliazione. Mettendo in quell’Atto di dolore anche il chiedersi scusa in famiglia tra marito e moglie, tra figli e genitori e viceversa, tra fratelli, e tornando a fare pace.

E poi il servizio. Recuperiamo in carità comunitaria quello che non possiamo fare in liturgia comunitaria. Una telefonata di saluto e augurio pasquale a una persona che sappiamo essere sola, o che è anziana e che magari abita nel vicinato, a quella famiglia che vive una situazione difficile. In questo momento, poi, anche nelle nostre comunità stanno emergendo realtà che necessitano di aiuto per mancanza di lavoro stabile o perché chi magari ha il lavoro ora è a casa e non percepisce lo stipendio. Se veniamo a conoscenza diamo una mano anche economicamente. Segnalo, per il passa parola, il numero verde messo a disposizione dal Comune per il servizio gratuito di consegna farmaci e spesa a domicilio per le persone impossibilitate a muoversi per l’emergenza Coronavirus: 800201911.

E poi domenica, festa della Santa pasqua. 2000 anni fa da una tomba di morte si è sprigionata una forza di vita. La Pasqua ci comunica non delle pie speranze ma una certezza che nasce dalla esperienza: che il Signore tutto trasforma in bene. E che in ogni cosa, anche le più negative, noi siamo vincitori perché in queste situazioni anche difficili si può sempre trovare una opportunità di crescita, una occasione di ricchezza. Guardiamo cosa sta accadendo. Stanno sorgendo energie nuove di altruismo, di generosità, di servizio. C’erano tutte queste capacità dentro le persone ma c’è voluta una situazione purtroppo negativa perché fiorissero. Questa pandemia prima o poi finirà, ma questi valori, queste ricchezze che appettavano il momento opportuno per fiorire restano per sempre per cui ne usciremo tutti più ricchi e più forti perché più umani. La Pasqua ci regala questa certezza.

Auguro a tutti e a ciascuno un ricco Triduo pasquale per vivere una Pasqua di vita e resurrezione.
don Giancarlo

 LETTERA DEL 02.04.2020

Cari parrocchiani,

continuiamo questa comunicazione a distanza per mantenere un contatto tra di noi e sentirci uniti, anche come comunità della nostra Collaborazione Pastorale.

Penso che molti di noi abbiano partecipato all’intenso momento di preghiera presieduto da papa Francesco venerdì scorso. Vi consiglierei di rileggere e meditare personalmente il testo della sua omelia. Un invito alla fede, che non è tanto credere che Dio esista, ma fidarsi di Lui. Un invito alla speranza che non è semplice ottimismo ma che è Gesù, al quale consegnare le nostre paure perché le vinca. Un invito alla carità per testimoniare nuove forme di ospitalità, fraternità, solidarietà.

“Il futuro è adesso”. Mi hanno fatto riflettere queste parole di Francesco. Come a dire. Il momento che stiamo vivendo non è una parentesi che speriamo finisca presto per tornare ad essere come prima, ma è un tempo carico di segni che ci fanno capire che ciò che viviamo ora come eccezionale sarebbe il normale. Un rallentamento del ritmo frenetico, un recupero della vita famigliare, una valorizzazione della dimensione spirituale, una sensibilità verso le sofferenze altrui. Non sono forse queste le esperienze che stiamo vivendo? Custodiamole oggi perché quando torneremo alla normalità lo straordinario di questo tempo sia l’ordinario della quotidianità.

Tra qualche giorno avrà inizio la Settimana Santa, giorni di grande intensità spirituale per noi cristiani. Non potendo trovarci in chiesa a celebrarla insieme, vivremo le liturgie di questa settimana in casa, riscoprendo la famiglia come chiesa domestica. Luogo di affetti e di fede, luogo di condivisione della mensa e della preghiera, luogo di relazione con i propri cari e con Dio. So che alcune famiglie hanno creato l’angolo della preghiera, ricavando da un cantuccio della casa un luogo dove trovarsi insieme a pregare o leggere il vangelo della domenica magari collocando su un tavolinetto la Bibbia o una immagine sacra o un lumino.

Siamo obbligati ad una Settimana Santa più sobria, ma non per questo meno densa di significato e di grazia. è un momento di verifica della nostra fede. Se abitudinaria, tradizionalista, esteriore oppure se abita la nostra interiorità ed è viva anche senza riti e liturgie comunitari.

Rimaniamo uniti tra di noi durante la Settimana Santa unendoci alle celebrazioni del nostro Arcivescovo assieme alla Chiesa diocesana e di papa Francesco assieme alla Chiesa universale. L’Arcivescovo celebrerà la Domenica delle Palme alle 10, il Giovedì Santo alle 19.30, il Venerdì Santo alle 15.30, la Veglia Pasquale alle 20.30, la S. Messa di Pasqua alle 10. Le celebrazioni saranno trasmesse da Telefriuli. Papa Francesco celebrerà la Domenica delle Palme alle 11, il Giovedì Santo alle 18, il Venerdì Santo alle 18 e la processione alle 21, la Veglia Pasquale alle 21, la S. Messa di Pasqua alle 11. Le celebrazioni saranno trasmesse da TV2000.

Auguro un buon cammino di Settimana Santa, accompagnati anche dagli impegni quotidiani del Calendario quaresimale. Un ultimo tratto nel percorso di conversione che ci porterà a chiedere perdono a Dio non nella Celebrazione comunitaria della Riconciliazione ma, come ci ha indicato papa Francesco, chiedendo perdono direttamente a Dio: “Parla con Dio, è tuo Padre, e digli la verità: ‘Signore, ho combinato questo, questo, questo… Scusami’. E chiedigli perdono con tutto il cuore, con l’Atto di dolore ben fatto … e subito tornerai alla grazia di Dio”. Prepariamoci così alla S.Pasqua.

Cordialmente.
don Giancarlo

LETTERA DEL 26.03.2020

Cari parrocchiani,

nella speranza di trovarvi in buona salute, vi scrivo come se fossimo a parlare e commentare ciò che sta accadendo dopo la messa domenicale  o mentre ci si prepara ad una riunione in parrocchia o per strada quando ci si ferma per un saluto.
"È arrivata la primavera. Ma sta per tornare l'inverno". Così il titolo di un articolo di giornale  qualche giorno fa, riferendosi al fatto che sabato scorso 21 marzo era entrata la nuova stagione ma che ci aspettavano vento, piogge e temperatura in picchiata. Mi pare che questa descrizione meteorologica possa esprimere lo stato d'animo che abbiamo davanti al tempo del coronavirus che stiamo vivendo. Speravamo che presto tornasse la normalità o per lo meno che si potessero cogliere segni di un cambiamento in positivo della situazione ed invece ci troviamo davanti ad una espansione ancora forte e pericolosa della malattia. Momenti di serenità e fiducia si alternano ad altri di paura e preoccupazione. Sono i sentimenti che anche io provo in questi giorni.

Viviamo in un tempo che ha scombussolato abitudini consolidate e stili di vita. Un tempo diverso dal normale. Un tempo nel quale non possiamo fare le cose di prima o le possiamo fare in modo limitato. Ma anche un tempo nel quale possiamo fare cose che prima non riuscivamo a fare. Stare di più in famiglia, dedicare un po' di tempo in più ai figli, fare una telefonata in più ai nonni per chiedere come stanno, prenderci cura un po' di più di noi stessi e di Dio.

Papa Francesco, in una intervista, alla domanda del giornalista: “Da che cosa bisognerà ripartire come esseri umani dopo questa emergenza planetaria?” ha risposto: “Dovremo guardare ancor di più alle radici: i nonni, gli anziani. Costruire una vera fratellanza tra noi. Fare memoria di questa difficile esperienza vissuta. E andare avanti con speranza, che mai delude. Queste saranno le parole chiave per ripartire: radici, memoria, fratellanza e speranza”.

Cerchiamo di essere come quel saggio padrone di casa della breve parabola di Gesù che tira fuori dal suo tesoro (la vita) cose vecchie e cose nuove . Tornerà il tempo di prima. Mi auguro che ci trovi un po’ diversi, chissà magari migliori, forse più consapevoli delle nostre fragilità individuali sociali, abbastanza  saggi da porre al centro delle nostre vite l’armonia con la natura, gli altri, con noi stessi e con il nostro Creatore.

Continuiamo a rimanere uniti tra di noi anche se “a distanza”, a sentirci vicini, solidali in questo momento. La domenica, in forma privata, celebro la S. Messa “pro populo”, come si diceva un tempo, cioè per la comunità, per ciascuna e ciascuno di voi. Ricordiamoci di pregare ogni giorno una Ave Maria per sentirci tra di noi “un cuor solo”. Se poi abbiamo in famiglia bambini, invitiamoli a pregare l’Ave Maria per i loro compagni di scuola e per gli amici del catechismo.

Pensando a chi sta peggio o perché malato o perché in prima linea, portiamo la fatica del momento con più forza e serenità. Non perdiamo la pazienza e la fiducia, attingendo anche dalla preghiera questi doni.

Un saluto di cuore.
Don Giancarlo

 

LETTERA DEL 18.03.2020

Carissimi Parrocchiani,

siamo alla seconda settimana di misure restrittive al movimento delle persone disposte dai Decreti Governativi per contenere la diffusione del Coronavirus. Questo ci priva di qualcosa che costituisce il bisogno che ciascuno ha di relazioni umane e di vita sociale e, per noi cristiani, di vita comunitaria. Ma lo accettiamo come segno di responsabilità verso il bene comune e di attenzione verso chi è più esposto al rischio del contagio.

Molte persone mi hanno fatto sentire il proprio rammarico per non poter partecipare la domenica alla messa, anche genitori del catechismo, i cui figli erano dispiaciuti di non poter fare i chierichetti. Sentiamo un po’ vuota la domenica senza la messa. Sentiamo che le manca qualcosa. Certo, possiamo seguire alla televisione la Messa, ma è un’altra cosa. Vivendo questa situazione, cominciamo a capire il significato di quelle parole che abbiamo forse sentito altre volte ma che ci sembravano lontane nel tempo e nella esperienza. "Senza domenica (senza celebrare il giorno del Signore) non possiamo vivere", parole attribuite ai 49 martiri di Abitene (odierna Tunisia) giustiziati nel 300.

 L’Arcivescovo ha scritto una lettera a noi, preti, manifestando unione e vicinanza. Lo voglio fare anche io con voi. Ogni giorno nella preghiera un posto speciale in questo tempo è riservato a voi, a tutti e a ciascuna e ciascuno. Una semplice Ave Maria, fatta con il cuore, affinché lei ci protegga e ci custodisca sotto il suo manto materno. Lo chiedo di fare anche voi. Una Ave Maria ogni giorno. Pregare gli uni per gli altri per sentirci “un cuor solo e un’anima sola”.

C’è poi una seconda cosa che possiamo fare. Non potendoci incontrare fisicamente, è sempre possibile farci vivi gli uni con gli altri attraverso qualche telefonata o messaggio per scambiarci un saluto, una parola, in particolare con quelle persone che sappiamo essere sole, anziane o malate. E’ un modo per farle sentire meno isolate. Se poi veniamo a sapere che qualche anziano non può andare a fare la spesa o recarsi in farmacia per le medicine, offriamoci per farlo noi.

Un pensiero particolare in questo momento va ai nostri parrocchiani che operano negli ospedali come medici, infermieri, personale ausiliario, o che sono medici di base  e che sono in prima linea  nell’emergenza Coronavirus. A loro vogliamo far sentire la nostra vicinanza e il nostro sostegno.

Infine, su invito dell’Arcivescovo, partecipiamo all’iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana della recita del rosario giovedì 19 marzo, festa di S. Giuseppe, Custode della Santa Famiglia, sintonizzandoci alle ore 21.00 su TV 2000. In questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, simbolicamente uniti alla stessa ora. Ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa è invitata a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce).

Nell’auguravi un fiducioso cammino di Quaresima, nell’attesa di vivere la Pasqua di risurrezione e di vita nuova, cordialmente vi saluto.

don Giancarlo

 

LETTERA DEL 13.03.2020

Cari parrocchiani,

anche se siamo fisicamente distanti e non ci possiamo incontrare in occasione delle celebrazioni e di altre attività pastorali, tuttavia vi sento vicino e ci sentiamo vicini.
Viviamo questo  momento con incertezza e preoccupazione, ma anche con fiducia e senso di responsabilità.
Ci è chiesto di fermarci in un certo senso ... cerchiamo di cogliere anche questo tempo delicato come opportunità.
Mentre siamo costretti in casa, cerchiamo di mettere in ordine la casa che c’è dentro di noi. Facciamo un po’ di pulizia nel nostro cuore, mettiamo al posto giusto le cose che riteniamo importanti, facciamo emergere ciò che si nasconde o ciò che ci nascondiamo per vedere a che punto  siamo e che cosa manca.
Se non possiamo trovarci insieme a pregare, facciamo della casa la chiesa domestica trovando tempo per pregare ricordandoci le parole di Gesù: “Quando preghi, entra nella tua camera (la camera del cuore) e, chiusa la porta (lasciate da parte affanni e preoccupazioni), prega il Padre tuo nel segreto”, riscoprendo il valore della preghiera in famiglia.
Anche il Calendario quaresimale è un filo che ci può far sentire uniti, compagni di viaggio, sulla strada che ci conduce alla Pasqua di risurrezione. Un camminare insieme, spiritualmente, uno accanto all’altro.
Il tempo è dono di Dio. Anche questo tempo. Che il Signore ci aiuti a leggerlo con sapienza e ad affrontarlo con fortezza.

Don Giancarlo

 

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